© Reuters.

Di Alessandro Albano 

Investing.com – Le raramente offrono spunti politici interessanti, ma la tornata elettorale di questo weekend (26 settembre) vede la fine della Cancelleria Merkel, una stagione che, , ha segnato profondamente quasi vent’anni di storia europea.

L’impatto delle elezioni sui mercati è stato storicamente limitato (solo tre cancellieri negli ultimi 40 anni), ma nelle ultime settimane i sondaggi hanno indicato un’alternanza di preferenze degli elettori che, forse per la prima volta dall’unificazione, pone un certo livello di incertezza sui risultati elettorali. 

A capitanare i sondaggi per la Cancelleria è l’attuale ministro delle finanze Olaf Scholz del Partito socialdemocratico (SPD) seguito da Armin Laschet per l’Unione Cristiano Democratica/Unione Sociale Cristiana (CDU/CSU) e Annalena Baerbock per il Partito dei Verdi, inizialmente molto favorita, e per la prima volta in 60 anni il governo tedesco potrebbe essere formato da una coalizione tripartitica.

Potremmo assistere alla formazione di una coalizione cosiddetta “giamaicana” per i colori dei rispettivi partiti, formata da CDU/CSU, Verdi e Liberi Democratici (FDP) favorevoli alle imprese. Oppure, un altro risultato molto accreditato dai sondaggi è la coalizione “a semaforo” a trazione socialista, guidata dall’SPD di Scholz, con i Verdi, la sinistra (Die Linke) e il FDP a supportare la maggioranza. Resta il partito di estrema destra Alternative for Germany, messo fuori dai giochi dalle possibili coalizioni. 

Auf Wiedersehen austerity?

Secondo molti analisti, indipendentemente da chi avrà la maggioranza al Bundestag, la prossima stagione tedesca sarà contraddistinta da un cambio di paradigma della politica economica, più indirizzata verso un aumento della spesa con l’acceleratore premuto sugli investimenti in energia sostenibile. 

Una “rivoluzione” per i bilanci tedeschi, tradizionalmente attenti all’avanzo primario e al severo contenimento del rapporto debito/Pil, ma che la pandemia ha inevitabilmente invertito, evidenziando la necessità di una maggiore flessibilità di spesa e di possibilità di deficit. 

“In generale, in tutti i partiti, forse con l’eccezione dei liberali, c’è la tendenza a dare al governo un po’ più di margine (fiscale)”, ha affermato a Reuters Joern Wasmund, responsabile globale del reddito fisso di DWS.

Una spesa più elevata, inoltre, costringerebbe la Germania ad affidarsi più spesso al mercato del debito (territorio quasi sconosciuto), il che potrebbe offrire rendimenti più alti sul mercato secondario migliorando le prospettive di riserva valutaria per l’euro.

 Che cosa significa per i mercati

Il peso delle azioni tedesche nell’indice è vicino al 15% e vicino al 3% nell'”, affermano gli analisti di JP Morgan (NYSE:) Asset Management, “pertanto, l’impatto sul mercato delle elezioni tedesche dovrebbe essere limitato. Ma, un cambiamento significativo nella politica economica potrebbe avere un impatto a lungo termine sulle opportunità di investimento”.

Secondo la banca d’investimento, i maggiori rischi per i mercati sono rappresentati da una coalizione con il Die Linke, che vedrebbe “una spesa pubblica più elevata, un aumento del salario minimo, tasse più elevate e una regolamentazione significativamente maggiore per il settore industriale”.

Con un governo più orientato a sinistra, avvertono, l’impatto sul sentiment azionario “potrebbe essere negativo, in particolare per settori come Real Estate, banche, acciaio e costruzioni”. Sulla politica europea, tuttavia, una colazione di stampo socialista potrebbe aiutare i piani di unione fiscale e la continuazione del fondo di ripresa dell’UE.

Per il colosso dell’investimento, anche se la formazione del governo potrebbe durare per diverse settimane, la coalizione centrista “resta ancora la più probabile e tale esito non dovrebbe avere un impatto materiale sul mercato, certamente non negativo”.

In generale, avvertono, è probabile “una maggiore attenzione sui cambiamenti climatici”, il che potrebbe consentire al settore delle utility di recuperare “parte della performance debole da inizio anno”. D’altra parte, chi emette più CO2, come compagnie aeree, trasporti, acciaio, e costruzioni, “potrebbe non avere il vento in poppa”. 

Per i mercati capitali, le dinamiche sono leggermente diverse. “Un nuovo governo di coalizione che includa la CDU/CSU, e in particolare l’FDP – che è un forte sostenitore dell’austerità e dei criteri di Maastricht – potrebbe mantenere vivo il rischio di diffusione all’interno dell’unione monetaria”, spiegano da Jp morgan.

Al contrario, un governo più orientato a sinistra porterebbe “ad un’ulteriore compressione tra lo dei bond periferici e i tedeschi”, grazie ad “una maggiore spesa pubblica in Germania e al sostegno di nuove regole fiscali meno restrittive nell’UE”.





Source link