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Di Geoffrey Smith e Alessandro Albano 

Investing.com – Morgan Stanley (NYSE:) e altre banche hanno già riportato i conti per il terzo trimestre, con gli investitori che attendono l’indice prezzi alla produzione, dopo aver toccato un massimo di 26 anni in Cina durante la notte. Aumentano ancora i prezzi del petrolio dopo un avvertimento dell’Agenzia internazionale per l’energia, a cui si aggiunge un mercato dei chip in seria difficoltà. Ecco cosa sta succedendo sui mercati finanziari questo giovedì:

1. Trimestrali Usa

Molte delle grandi banche attese alla prova dei conti nella giornata di oggi hanno giù riportato i propri numeri, con Morgan Stanley (NYSE:) che ha chiuso il periodo con EPS di $2,04 e ricavi di $14,75 miliardi, entrambi al di sopra delle attese di $1,69 e $13,93 miliardi. Anche Bank of America (NYSE:) supera le previsioni del mercato chiudendo con utile per azione di $0,85 e ricavi di $22,77 miliardi.

I conti delle grandi banche verranno esaminati attentamente soprattutto per il dato sui prestiti a corporate e privati, dopo il calo osservato nella trimestrale di JPMorgan (NYSE:), che ha suggerito come i consumatori siano diventati più cauti in un’estate dominata dall’ondata della variante Delta. 

2. Richieste di disoccupazione e PPI

I numeri settimanali delle daranno una nuova visione sugli sviluppi del mercato del lavoro, con attese per un calo a 319.000 da 326.000 della scorsa settimana. 

Di maggiore interesse saranno potenzialmente i degli Stati Uniti che usciranno contemporaneamente alle 14:30 CEST. L’inflazione dei prezzi alla produzione è salita all’8,3% ad agosto, con gli analisti che prevedono un tasso dell’8,7%. Intanto, in Cina l’ è salita al 10,7%, il livello più alto in 26 anni, come mostrato dati rilasciati durante la notte europea. 

3. Borse 

L’azionario Usa dovrebbe aprire in rialzo spinta dal settore tech e dalle trimestrali delle banche. I futures indicano il in aumento di 280 punti, lo in rialzo di 40 punti, e +150 punti per il , con titolo di Stato a  in calo al 1,52%. 

Attenzione ai produttori di chip, dopo che Taiwan Semiconductor Manufacturing (NYSE:), uno dei più grandi produttori al mondo, ha dichiarato di aspettarsi che l’offerta rimarrà limitata per tutto il prossimo anno, mentre in precedenza le attese erano per una certa moderazione nella pressione della domanda e dell’offerta all’inizio del 2022.

Intanto in Italia, CNH ha comunicato che chiuderà “temporaneamente diversi dei propri siti produttivi di macchine agricole, veicoli commerciali e sistemi di propulsione in Europa”, come diretta conseguenza “delle interruzioni alla catena di fornitura e alla carenza di componenti chiave, in particolar modo semiconduttori”, si legge nella nota diffusa. 

In Europa, andamenti tutti positivi con in rialzo dell’1%, al +1,1%, al +0,7% e a +1,1% spinta dai guadagni di Banco Bpm (MI:) dopo l’upgrade di Jefferies. 

4. Think tank rivedono crescita Germania

La carenza di chip continua a pesare sulla produzione in tutto il mondo, con i cinque principali think tank economici tedeschi che hanno ridotto le previsioni sul PIL della più grande economia europea al 2,4% dal 3,7% precedente stimato, citando i problemi delle catene di approvvigionamento che si sono concentrati nel settore dei semiconduttori.

Gli istituti hanno anche aumentato le stime per l’inflazione tedesca al 3% quest’anno e al 2,5% l’anno prossimo, rispettivamente dalle precedenti previsioni di 2,4% e dall’1,7%. Questo potrebbe indicare nuove tensioni all’interno della Banca centrale europea, che finora si è rifiutata di salire sul carro dei “falchi”.

5. Greggio in rialzo

I prezzi del greggio avanzano di circa l’1,2% dopo che la International Energy Agency ha detto che i prezzi record del gas naturale porteranno ad un aumento della domanda di . Inoltre, l’Arabia Saudita ha respinto le richiese per un aumento dell’offerta da parte dell’Opec+. Al momento, il Brent si attestano a 84,14 dollari a barile, mentre i futures sul greggio Usa avanzano a quota $81,39.

Nel suo report mensile, l’IEA ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita della domanda globale di greggio a 170.000 barili al giorno (bpd) a 5,5 milioni di bpd per il 2021, e di 210.000 bpd a 3,3 milioni di bpd per il 2022. L’agenzia ora si attende che la domanda totale di greggio per il 2022 raggiunga i 99,6 bpd, appena sopra i livelli pre-pandemici.





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