In seguito al radicale giro di vite contro l’attività di mining di Bitcoin (BTC) in Cina, gli Stati Uniti sono emersi come la nazione leader in termini di hash rate.

Stando al Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index (CBECI), i miner statunitensi rappresentano il 35,4% della distribuzione globale dell’hash rate di BTC.

Inoltre, i dati del CBECI mostrano Kazakistan (18%) e Russia (11%) al secondo e terzo posto tra i grandi poli del mining di Bitcoin dopo gli USA. Queste tre nazioni hanno guadagnato una quota di mercato significativa in seguito al divieto sul mining in Cina.

A giugno, Cointelegraph ha segnalato che BTC.com, uno dei più grandi miner di Bitcoin cinesi, si stava trasferendo in Kazakistan.

Fonte: CBECI

Curiosamente, i dati del CBECI mostrano l’hash rate proveniente dalla Cina a 0%. Tuttavia, è possibile che operazioni di mining nascoste siano ancora attive nonostante il divieto.

La conquista da parte degli Stati Uniti della quota più grande nella distribuzione dell’hash rate globale completa probabilmente l’anticipata migrazione dei miner da est a ovest in seguito all’intervento di Beijing.

Oltre al giro di vite in Cina, le operazioni di crypto mining nordamericane hanno incrementato la loro capacità con acquisti di hardware significativi.

Diversi miner americani, tra cui Argo Blockchain, RIot Blockchain e Marathon, hanno comprato grandi quantità di mining rig dai principali produttori come Bitmain e MicroBT.

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Nei primi giorni di ottobre, Cointelegraph ha evidenziato che nel 2021 Riot Blockchain ha triplicato la sua capacità di produzione, e ha minato 2.457 BTC durante questo periodo.

Molti prevedono che stati come Texas e Ohio accoglieranno enormi strutture dedicate al mining di Bitcoin, aumentando ulteriormente la capacità di produzione dei crypto miner americani.

Come segnalato in precedenza da Cointelegraph, di recente BIT Mining ha annunciato un accordo di joint venture con Viking Data Centers per la costruzione di una struttura di mining da 85 megawatt in Ohio.

L’espansione del settore del mining negli USA ha visto diverse compagnie puntare a quotazioni pubbliche sui mercati azionari statunitensi.



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