Si scalda la sfida tra i soci di Mediobanca, i Benetton si sfilano e il titolo corre in Borsa

Del Vecchio ha proposto una modifica dello statuto del cda di Mediobanca (MI:), con sguardo rivolto al fronte che si gioca su Generali (MI:). Intanto Piazza Affari apprezza

Dopo la lotta per il cda di Generali, la partita si sposta su Mediobanca, un altro fronte che vede Leonardo Del Vecchio e Francesco Caltagirone protagonisti, e che lega l’asse Trieste-Milano. Il titolo di Piazzetta Cuccia è ben intonato negli scambi odierni, +2% a euro 10,27, dopo la nuova richiesta di Delfin di integrare un nuovo punto nell’ordine del giorno dell’assemblea del 28 ottobre che potrebbe intaccare la governance della banca d’affari.

LA MANOVRA

La holding di Del Vecchio, azionista con il 19%, ha chiesto l’eliminazione “delle previsioni statutarie relative alla presenza in Consiglio degli amministratori dirigenti” e l’aumento “del numero dei consiglieri riservati alle liste di minoranza e correlata modifica del meccanismo di elezione del Consiglio”, si legge nella nota diffusa. Tuttavia, l’intenzione di Del Vecchio non è destabilizzare il cda della banca, come precisa la stessa Delfin. La holding, ha spiegato la stessa, “non prevede né intende revocare l’attuale cda”, con la proposta che non ha lo scopo di “sostituire gli attuali amministratori o manager della banca”. L’obiettivo è “assicurare che, d’ora in avanti, questi operino all’interno di un quadro di regole di corporate governance coerente con le best practice e siano fortemente incentivati a porre al centro la creazione di valore per tutti gli azionisti, lasciando al consiglio di amministrazione e agli azionisti, come accade in qualsiasi altra società, il diritto di decidere in ultima istanza chi debba gestire la banca”…

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** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge

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